lunedì 9 febbraio 2015

“In Viaggio con Alice”, il primo disco dei P.C.P (Piano Che Piove)


Canzoni di tracce, figure, codici, luoghi. Canzoni di permanenze e di integrazioni. Canzoni leggere, d'istinto e di pensiero. Canzoni per celebrare il qui e ora, l'esistenza e la socialità. Canzoni di soprattutto e di sottofondo.


Genere: canzone d'autore/jazz; Label: autoproduzione
Streaming: https://play.spotify.com/album/0N5pdACyoXh3luRfY9dJ7Y?play=true&utm_source=open.spotify.com&utm_medium=open&play=true
iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/in-viaggio-con-alice/id935785385


É uscito In Viaggio con Alice, il primo disco dei P.C.P (Piano Che Piove), un album composto da 9 brani in stile canzone d'autore con alcune influenze jazz. Si tratta di un disco acustico, registrato “quasi live”, senza l'ausilio di suoni campionati. La scelta di una produzione di questo tipo rispecchia sia il desiderio di lasciare ai testi e alle sonorità essenziali il compito di trasmettere emozioni, sia quello di evitare di creare atmosfere difficilmente riproducibili dal vivo.
Nelle canzoni c'è molta attenzione ai testi, che, pur trattando diversi argomenti, sono generalmente orientati a cogliere sensazioni, a restituire l'idea di un'emozione, a volte di un'immagine fotografica. Nel lavoro ci sono influenze che rispecchiano la diversa provenienza artistica dei componenti della band ma una linea comune è sicuramente rintracciabile a livello compositivo e fa riferimento ad alcuni tratti tipici di quella canzone d'autore, italiana e americana, che non aspira ai grandi temi del mondo ma fotografa i frammenti della quotidianità urbana sul cui sfondo si snodano le nostre vite. Una della canzoni, ovvero Come Si Fa, ha già avuto una sua storia: è stata infatti incisa dall'artista milanese Amélie in un album che porta il suo nome.
A proposito del singolo scelto invece, Le Ore Contate, il gruppo lo descrive così: “Dietro ogni incontro, anche il più veloce e apparentemente senza significato e senza futuro, c'è il bisogno di confrontarsi, di raccontarsi, di avere un contatto, di sognare qualcosa che ancora non c'è.”




P.C.P. è un progetto di musica indipendente, fatto da musicisti che, più o meno, per cultura o per casino hanno passato una fetta consistente della propria vita suonando per le orecchie degli altri.
Abbiamo fatto le scuole di musica, abbiamo suonato in posti possibili e impossibili, in Italia e fuori, pagati e non pagati. Abbiamo fatto il rock, il country, qualche spolverata di jazz, fra assessori in abito scuro e osti con le patacche. Oggi abbiamo un progetto nostro, un'identità acustica, coltiviamo il gusto della sintesi e delle armonie leggere. Il nostro obiettivo è portare le canzoni ovunque, i nostri destinatari sono tutti quelli che, almeno una volta, si sono emozionati per una musica, un testo, una memoria associata a questo o a quello.
Il disco è in vendita sulle comuni piattaforme di distribuzione digitale e sarà disponibile in occasione dei concerti.


Tracklist
Metà marzo
Il cartografo
In viaggio con Alice
Come si fa
Le ore contate
Autunno
Oceano in bianco e nero
Milano Roma
I treni in settembre


Bio
Piano Che Piove è uno scherzo, un gioco di parole, un invito alla calma, ed è una band composta da Sabrina Botti alla voce, Mauro Lauro e Ruggero Marazzi alle chitarre acustiche e classiche, Massimiliano Ghirardelli al contrabbasso. Il disco è stato registrato con la partecipazione di Giuseppe Mele alla batteria. L'idea che dà origine alla band è quella del laboratorio creativo, uno spazio dove formazioni e sensibilità diverse si armonizzano su idee di canzoni. Testi e musiche sono di Ruggero Marazzi, le sfumature bossa e buona parte delle costruzioni armoniche sono di Mauro Lauro, idee di arrangiamento e strutture ritmiche sono di Massimiliano Ghirardelli, tutte le scelte interpretative sono di Sabrina Botti. Sia la band in questa formazione che i singoli componenti all'interno di altri contesti hanno una lunga esperienza live, consumata prevalentemente nel circuito milanese delle cover band (a parte Mauro Lauro, che per qualche anno si è divertito a suonare latin jazz ad Amsterdam).


Foto
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Contatti
pcppianochepiove.bandcamp.com
www.pianochepiove.it


Press Media Office
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Frank Lavorino 339 6038451



giovedì 3 aprile 2014

Gli A Modern Way To Die pubblicano il disco di debutto "Pulse And Treatment"


presenta

“Pulse and Treatment”, l'esordio dei siciliani A Modern Way To Die

La band catanese è protagonista di otto tracce che alternano elettronica e post-punk a new wave e saturazioni shoegaze. Il primo singolo estratto è “She Walks”.

Genere : Post-punk / Electro / New Wave

Data di pubblicazione : 3 Aprile 2014

Etichetta : Seahorse Recordings

Distribuzione : Audioglobe




Si intitola “Pulse And Treatment” ed il primo full lenght degli A Modern Way To Die.

La band electro/ post punk, formatasi a Catania nel 2010 e composta da Patrick Guerrera alla voce, Cristian Battiato e Santo Trombetta a chitarre e synth, dà alla luce il suo primo album, composto da 8 tracce. “Pulse And Treatment” è il frutto di un originale mix sonoro che presenta l'influsso del post-punk di Devo, Joy Division e Public Image Limited e delle saturazioni shoegaze di My Bloody Valentine e Slowdive, il tutto amalgamato da spunti pop. Questa miscela rende “Pulse And Treatment” immediatamente accessibile all'orecchio dell'ascoltatore.

A proposito dell' album d'esordio il gruppo dichiara:
"Pulse And Treatment nasce da un disagio attitudinale e dalla voglia "perversa" di raccontarsi; parla di emozioni livide, realta' ambigue ed esperienze frutto di un nichilismo imperante; un lavoro sfaccettato dove gli umori cambiano, il tutto dettato da spontaneità' primordiale ancorata allo spirito rock per approccio e gusto."

Il primo singolo estratto dal disco è “She Walks”; il brano, che mescola atmosfere psichedeliche e noise, è stato scelto in quanto sintesi esemplare del sound degli A Modern Way To Die: chitarre pastose e pungenti, incastonate all'interno di un mosaico fatto di synth e campionamenti di batteria ed in cui si intrecciano melodie vocali dal piglio pop oscure e profonde.

Gli A Modern Way To Die dal Maggio 2013 ad oggi si sono resi protagonisti di una serie di date tra cui un mini-tour siciliano al Borderline di Palermo, al Music Lab di Enna e al Latte Più Club di Catania e all'Underground di Messina, mentre del 29 Marzo scorso è l'esibizione al Chakra Lounge di Catania. La band electro/post-punk siciliana vanta inoltre vari opening act che hanno portato il gruppo a condividere il palco con artisti del calibro di Beatrice Antolini e del duo tedesco Schwefelgelb.

Pulse And Treatment” viene pubblicato il 3 Aprile 2014 per l'etichetta Seahorse Recordings con distribuzione Audioglobe.










Contatti



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giovedì 30 gennaio 2014

ZoaS - "Toilette"

La copertina del nuovo lavoro dei siciliani ZoaS

By Nana Arima

Il progetto parte nell’estate del 2010 da Messina, unendo le comuni passioni per la psichedelia, l’hard–rock, il grunge e l’elettronica… il tutto dalle mani di Tommaso Trio (Basso), Fausto Ruggeri (Chitarra – synth), Saverio Curcio ( Batteria), Giuseppe Lizio (Voce) e Filippo La Marca (Synth – tastiere).

Alla fine dello stesso anno il gruppo esce con il primo Ep composto da 5 brani, ma è nel marzo 2012 (dopo un anno passato tra live ed ispirazioni) che viene rilasciato l'esordio ufficiale: “Babykilla Ep”, un album interamente live, registrato al The Cave Studio di Catania. Il singolo “Burlesque” diventa video della settimana e brano selezionato al MEI per la compilation “Made in Italy Summer 2012”. Il 28 settembre aprono poi la serata al “Tek” di Faenza come finalisti del MEI Superstage del 2012.

l 22 aprile 2013 gli Zoas sono in studio al “Greenfog” di Genova per loro primo disco, “Toilette” (che uscirà ufficialmente a novembre) il quale unirà artisti vari, tra cui pittori, scrittori, grafici e chiunque abbia interesse a collaborare al progetto.

Toilette è un album di 11 tracce nelle quali immagini, musica e testi s’intrecciano in un unico grande progetto che mette a nudo il malessere della società odierna (dalla guerra alla politica passando per il male di vivere), il tutto però lasciando intravedere una luce in fondo al tunnel, una flebile speranza, qualora la si voglia sfruttare.

Io ho amato questo disco fin da subito, forse perché già venivo dall’ascolto dell’album precedente, e trovo sinceramente che entrambi siano progetti interessanti ed altamente validi. Il sound è un mix che potremmo chiamare psycho–electro–rock, ma non so quanto gli Zoas stessi possano rispecchiarvisi, attenti come sono al non lasciarsi etichettare da nessuno.

I testi sono dissacranti ed eloquenti e la grafica è veramente la ciliegina sulla torta che chiude il tutto (racconti di Tonino Cannuni e disegni di Loredana Amenta), come un perfetto mosaico in cui ogni pezzo s’incastra alla perfezione. Il mio preferito? Rapito, senza dubbio!

Dedicato agli “open minded” musicali, agli amanti del rock e alle anime ribelli…



https://www.facebook.com/ZoaSound

https://soundcloud.com/zoas

lunedì 11 marzo 2013

Anteprime Dall' Underground: Pivirama

Entrati in studio di ritorno dal primo tour in Inghilterra, i Pivirama della songwriter indipendente Raffaella Daino, hanno appena ultimato le registrazioni del nuovo disco con la supervisione artistica di Tony Truncali al Minerva Studio. 


pivirama sicilia

Dovrebbe intitolarsi Sonic labyrinth e sara' presentato in anteprima su Radio 1 Rai Demo: e' il tanto atteso seguito di In My Mind, uscito con U.d.U. Records in Italia e Renaissance Records negli States.Entrati in studio di ritorno dal primo tour in Inghilterra, i Pivirama della songwriter indipendente Raffaella Daino, hanno appena ultimato le registrazioni del nuovo disco con la supervisione artistica di Tony Truncali al Minerva Studio. 

Personaggio eclettico e grintoso la nostra Raffaella Daino, cantante e giornalista tv, romana di adozione ma siciliana di nascita... 





A Marzo i Pivirama saranno:
  •  il 7 all' Atlantico Live Fest Musiche Roma,
  •  il 15 in concerto nel carcere di Rebibbia 
  •  il il 18 in onda su Radio Rai Uno per il Demo Concert Live, appuntamento radiofonico di Renato Marengo e Michael Pergolani.



martedì 19 febbraio 2013

Herself - disco genuino tra illusioni, sogni e angoscia

Un nuovo affascinante progetto dalla Sicilia:Herself 

a cura di Flavia Frangipane
Nascosto dietro un nome di cui è inutile provare a decifrarne il reale significato, l'ultimo lavoro di Gioele Valenti (aka Herself) è una porta chiusa a doppie mandate. Interpretare la copertina, è la prima cosa che viene in mente di fare: un passamano di simboli alchemici che trasmutano consegnandosi di persona in persona, come un qualcosa che si trasforma e diventa tutt'altro grazie al contributo di chi lo prede in custodia. Cedi all'urgenza di sapere cosa contenga una scatola così ben confezionata, e parte il disco. Bastano pochi secondi per capire che lì dentro c'è molto di più di quello che avresti pensato e che l'ascolto sarà semplice come quelle cose che vengono naturali, ma impegnativo come quelle a cui devi fare attenzione altrimenti in un niente vanno perse. Quello che riconosci è innanzitutto uno stato d'animo,inizialmente il suo, ma che poi arrivati all'ultima traccia sarà inevitabilmente diventato anche il tuo. Entri in punta di piedi in un mondo fatto di intimità e di rapporti viscerali con gli strumenti che si confondono con una voce che stenta ad uscire, bisbigliando parole che non riusciresti a pronunciare di nuovo e a fatica riesci a riconoscere.Herself è il progetto che rappresenta se stesso, e che nasce da Gioele Valenti, musicista, cantautore,(nonché scrittore) palermitano con alle spalle tre dischi, anni di musica registrata e già da più fronti apprezzata. Dopo tante etichette, perlopiù straniere, approda alla DeAmbula Records con questo ultimo lavoro intitolato semplicemente “Herself“ come a voler fare ritorno all'essenza di un'idea, ma cambiato. Il peso che si porta addosso è tutto qui dentro, fatto a brandelli per renderlo più sopportabile e disseminato in 13 tracce in cui chi ascolta non può far altro che raccoglierlo e, caricato sulle spalle, portarlo un po' con sé. E se è pur vero che l'inglese può facilitare alcune tecniche questioni, in questo caso si ha come l'impressione che l'autore avrebbe potuto scrivere in qualsiasi lingua. Il messaggio così poco definito e irrisolto arriva ugualmente dove deve. Un potenziale che ne genera un altro. La risposta è specifica, ma l'input è universale. E questa volta nel suo mondo “fatto in casa”, dove la maggior parte degli strumenti li ha sempre presi in mano lui, ha lasciato entrare qualcun altro. Collaborazioni che si sono adattate perfettamente all'atmosfera pur restando in disparte, una su tutte quella di Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator. Parti acustiche di voci e chitarra, in piena tradizione folk, e all'improvviso, intorno a lui tutti gli altri strumenti a sorreggerlo come sbucati dal nulla. Tra allucinazioni, paure, fantasmi, inquietudini, citazioni oscure, un lento ed intenso percorso nel cuore di un disagio che non può che riguardarci. Miscelare fino a confondere il dolore con l'amore, barcollando in uno stato di perenne penombra in cui ci muoviamo convinti di essere in piena luce del giorno. Il tempo che fugge, corpi che diventano pallidi, gelidi e che vengono seppelliti insieme a tutti i loro sogni. Disco tanto genuino quanto angosciante. Bello. Flavia Frangipani


mercoledì 13 febbraio 2013

PARADOGMA: DA ASPRA LA NUOVA VOCE DEL ROCK “DISTORTO”


By Nana Arima

Nel 2011 Emanuele Calì (voce e sintetizzatore), Nino Badani (voce e basso), Giuseppe e Gioacchino D’Amico (batteria e chitarra), originari di Aspra in provincia di Palermo, fondano il prog/art PARADOGMA, un progetto ancora instabile e precario basato sul rock anni Settanta portato ai giorni nostri attraverso influenze di gruppo del calibro di “Teatro degli Orrori”, “Afterhours”, “Marlene Kuntz”, “Appaloosa” e “Massimo Volume” (che tra l’altro sono alcune delle preferenze musicali di ciascuno dei quattro, tutte diverse ed in condivise tra di loro, ma che fa la loro forza), influenze che però non sembrano pesare affatto in quanto il progetto PARADOGMA è un work in progress alla ricerca del proprio mondo, un tragitto verso un arrivo sconosciuto. Il gruppo comincia a farsi conoscere nell’interland palermitano con una serie di live che terminano poi con l’uscita, a Luglio 2012, del loro primo EP: FILASTROCCHE PER PAGURI SENZA DIMORA.


L’EP è interamente autoprodotto, registrato in presa diretta tra l’Asprabocs ed il Martinetto grazie anche al supporto di Gas (Gaspare Biondo – registrazioni e mixaggio), Antony Di Leonardo, Daniele e Antonio Baiamonte (Artwork). Trattandosi di un EP le tracce sono sei (nella versione informatica la traccia cinque include gli ultimi due brani: la prima termina al minuto 4.00, la seconda al minuto 7.50), tutte dal sound distorto e dai testi, anch’essi distorti ma allo stesso tempo forti ed alternativi) a tratti recitati che lo rendono forte sia ascoltandolo che, a parer mio, vedendo le esibizioni dal vivo. Una canzone su tutte? Beh, le mie preferite in assoluto sono “Astaplat sul mio letto”, probabilmente perché all’inizio si distanzia un po’ dalle altre tracce (ma poi si riprende subito tranquilli) e “Pecore Elettriche” che io considero il “basic concept” dell’album per musica e testo, ma in un’ipotetica playlist aggiungerei anche l’ultima e la seconda e la quarta (rispettivamente “Talpatsa sul mio divano”e “Biechi blu”). Lo considero un album un po’ fuori dagli schemi, e per questo lo apprezzo ancora di più, e che quindi consiglio non solo ai “rockers”, ma anche a tutti quelli che si slegano dal “sound tradizionale”, e se vi capita un loro live in giro correte a vederli!!!



Tutte le bands rock siciliane interessate a ricevere recensioni e farsi promozione sul nostro music blog possono scriverci,comunicare con noi ed inviare il loro materiale(audio,video,foto,bio e links vari) all'indirizzo di posta elettronica antipop.project@gmail.com ed essere inseriti su Sicilia in Rock!!


mercoledì 6 febbraio 2013

gli Esedra da Catania e "la macchina di Leonardo"


band sicilia
di Massimo Minelli

 La band che si propone arriva da Catania e nasce nel 2005, per mano di tre musicisti, a mio avviso molto talentuosi; a giudicare da quello che ho in cuffia mentre scrivo, gli Esedra non sono più dei ragazzini,... anzi ci sono diverse esperienze individuali e di gruppo vantate nella loro biografia (Modena City Ramblers,Yuri Camisasca, Giulio Capiozzo, Dario Deidda, Kunsertu, James Taylor, Quartet Mike Stern Band) Sono Marco Maria Pennisi – Batteria, Ezio Epaminonda – Basso, Giovanni Giuffrida – Chitarre. La definizione del loro genere che potete trovare sulla biografia del l sito appare azzeccata: spaziano infatti dal jazz al funky, dalla fusion al flamenco, dall'etnico al progressivo. Come si può notare già dalla scheda tecnica, il gruppo si propone come band strumentale, risultando a mio avviso una band da “sottofondo”. Le influenze sono però tante. Pur non essendo un appassionato del genere progressive, ho riscontrato al primo ascolto affinità con brani della PFM e Genesis, con brani medio lunghi e strutturalmente complicati, lontani quindi dalla forma canzone che sono solito ascoltare. Non mancano tuttavia chitarre distorte, che a tratti mi ricordano i virtuosismi di Joe Satriani e Steve Vai nel G3 Live in Concert. C'è posto anche per intervalli funkeggianti per poi ritornare in abilità che coinvolgono tutti e tre gli strumenti, creando spesso interessanti intrecci di ritmiche e sonorità.
Leggendo poi la biografia si scopre che gli Esedra nell'estate 2009 sono stati impegnati nell'Eterogenea Tour in giro per la Sicilia, mentre a Febbraio 2010 si sono esibiti in Egitto per il Consolato Generale d’Italia in Egitto presso il prestigioso Centro de Portugal Club di Alessandria d’Egitto ed il Makan Egyptian Center for Culture & Art del Cairo. Il 2010 li ha visti impegnati nell'Eterogenea e nell'Architettura Orchestrale in decine di piazze e club siciliani. Nel febbraio 2010 pubblicano il disco “Ultimo gradino”, album prodotto e distribuito dalla etichetta milanese MAP (Musicisti Associati Produzioni).Sul loro sito si trovano alcuni video di un interessante progetto, che mi ha subito richiamato alla mente il termine “Multiartistico”. Gli Esedra sono un gruppo strumentale e per rendere interessante lo spettacolo musicale si avvalgono della partecipazione, nelle loro esibizioni, di artisti quali pittori, giocolieri, ballerini che coronano e rendono così completo lo spettacolo dove la musica, certamente non facile all'ascolto del pubblico di un altro settore, viene esaltata da esibizioni artistiche visive che catturano l'attenzione dell'ascoltatore. Lo spettacolo, nato nel 2011 viene chiamato “Le Macchine di Leonardo”, in omaggio al genio del Leonardo Da Vinci, con una scenografia costruita con meccanismi dell'inventore e completato dalle performance degli artisti che rifiniscono la musica funky-fusion-jazz degli ESEDRA. Il 2012 inizia per gli Esedra con gran successo, in occasione della vincita del prestigioso European Jazz Contest di Capurso con giuria presieduta da Filippo Bianchi, critico musicale e presidente onorario Europe Jazz Network.Sicuramente un gruppo che merita attenzione verso l'impegno dimostrato per costruire uno spettacolo sicuramente “macchinoso” e tutt'altro che semplice, che coinvolge diverse discipline e che permette di avvicinare l'ascoltatore e lo spettatore a più discipline contemporaneamente.  Massimo Minelli



mercoledì 30 gennaio 2013

I palermitani Cum Moenia - nuovi mondi da esplorare


Cum Moenia

Se mai vi foste perduti, al buio, senza poter osservare nulla che vi possa indicare una via, senza punti di riferimento e per un attimo udiste un suono che cresce piano piano e che vi spinge verso una direzione, una luce in fondo ad un tunnel, allora quel suono potrebbe sicuramente provenire dai Cum Moenia. Pessoa diceva che i poeti sono creatori di mondi, dove le nostre abitudini vengono sconnesse, e allora il gruppo siciliano ci regala poesia, mondi da esplorare. Nulla è posto in maniera casuale nelle atmosfere create da questi musicisti; vanno ascoltati ad occhi chiusi, con la fiducia di potersi lasciar cadere sapendo che qualcuno ci accoglierà tra le sue braccia. Riferimenti infiniti tra le loro armonie che non fanno mancare la voce in un groviglio di arrangiamenti semplici e per questo complessi da rendere, riverberati e ripetuti, mai banali o scontati. La scelta strumentale è si coraggiosa ma immensamente consapevole e piace a chi ha la pazienza di farsi accompagnare in un cammino tortuoso e ispido carico di poesia e diretto, senza tecnicismi devianti e retto dalla forza della essenzialità. I Cum Moenia sanno cosa dire, come dirlo e come farlo arrivare e vanno tenuti d'occhio se si è pronti a rischiare di scoprire qualcosa di più di noi stessi.       By Matteo Bellotto




I Cum Moenia nascono a Palermo nell'aprile del 2011. Ciascuno dei membri del gruppo, ha coltivato, la passione per la musica in modi diversi, sia nell'approccio che nella finalità, dando vita alla realtà Cum Moenia. Tra varie esperienze più' o meno costruttive ciascuno ha formato e individuato il proprio volere musicale, la propria identità o per lo meno la più' giusta direzione per arrivare a quello che più' si vuole mediante la musica.


"Cum moenia" dove Moenia significa muro, costruire un muro in comune.
"Communis" essere con, creare un rapporto.
Come mettere in comune un dono per creare un rapporto senza che le mura di recinzione diventino troppo alte.


Tutte le band siciliane interessate ad ottenere recensioni e visibilità possono scrivere ed inviare il loro materiale (link audio, video, foto e biografia) all'indirizzo di posta elettronica  antipop.project@gmail.com  e verrete pubblicati su Sicilia in Rock!!




mercoledì 16 gennaio 2013

Sicilia Rock: Demo Modè band di Messina sul nostro blog

Su Sicilia Rock una nuova band dall' underground siciliano


sicilia rock

di Rent Boy


Chorus dirompenti, chitarre esplosive, atmosfere noise ben calibrate, qualche innesto elettronico ed una voce graffiante che galoppa assieme alle ritmiche incalzanti. Discreto sound per i siciliani Demo Modè, nati nel 2008 in quel di Messina dalla volontà di Dario Naccari (voce), Morgan Maugeri (chitarra), Giuseppe Munaò (basso), Luca Stella (tastiere - synth - sequencer) e David Cuppari (batteria). Questi ragazzi hanno già all'attivo 4 dischi (l'ultimo, "Hai Paura", uscito nel 2010 e interamente autoprodotto) e sono in procinto dipubblicare la 5° fatica la prossima primavera. "Senza Fiato" e "Odore", i due singoli estratti da "Hai Paura", non permettono di delineare definitamente il progetto Demo Modè nelle sue (suppongo) tante sfaccettature ma riescono comunque a lanciare un messaggio di forte identità e a dare un'idea piuttosto chiara di quali siano gli intenti e le ambizioni artistiche di questa band:  un riuscito mix di rock-pop convinto dei propri mezzi, testi mai superficiali e vòlti ad affrontare in maniera tagliente temi più che mai attuali come disagio, sofferenza, abbandono e senso di spaesamento, atmosfere infuocate che sanno sapientemente rilassarsiper poi riesplodere con ancor più vigore ed un sound generale dotato di grande incisività che sa lasciarsi andare e, soprattutto, lasciarsi ascoltare. Rentboy84

I DEMO MODE nascono a Messina nel 2008. Pop/Rock italiano. A Settembre 2008 prendono parte al Music Village (CZ). Nello stesso anno pubblicano il loro primo singolo "Niente come niente" contenente 3 brani e interamente autoprodotto, distribuito in digitale dalla Pirames International (MI).   Il 7 Febbraio concorrono al Free Live Contest proposto dall'etichetta indipendente NoteTempo di Roma. Il 21 Marzo sono la band opening del gruppo catanese Ultravixen nei locali dello zero90 di Messina.  Il 13 Maggio vincono il MarteLive Sicilia 2009 (PA), aggiudicandosi la finale nazionale all'Alpheus di Roma due settimane piu tardi. Il 25 Luglio condividono il palco con "Il Pan Del Diavolo" al Kef'art Festival a Cefalù (PA). Nel Dicembre 2009 il brano "Maschera" prende parte alla compilation "Mani per Messina". Progetto al quale la band partecipa attivamente insieme ad altre 13 realtà musicali messinesi devolvendo i fondi delle copie vendute agli alluvionati di Messina.  Nello stesso mese entrano in studio per la realizzazione del loro primo album.  Ad Aprile la band presenta il videoclip del brano "Odore". Regia e realizzazione di Luca Anello, Giuseppe Ruggeri e Salvo Lucchesi.  Nel Maggio 2010 si propongono al Platonic Live 2.0 a Forte Petrazza (ME). Il 19 Giugno sono terzi classificati al NoteNuove 2010 feat. Pop/Rock Contest a Gavirate (VA).  Vincono il Summer Live Contest 2010 (TP) il 30 Luglio.  L'1 Agosto pubblicano il primo album "Hai Paura" interamente autropodotto. Presentato attraverso un happening itinerante proponendo artisticamente la paura in tutte le sue forme, al Lido Horcynus Orca (ME). Prodotto artisticamente da DeMo MoDe & Antonio Stella, missato e masterizzato da Claudio La Rosa negli studi dell'etichetta indipendente Imago Sound di Messina. Successivamente sono impegnati in un mini-tour promozionale di 6 date in Sicilia e Calabria. Il 14 Novembre sono semifinalisti al Tour Music Fest 2010 al Jailbreak di Roma. Diverse sono le partecipazioni e collaborazioni con Radio locali e nazionali con parte dei brani dell'album in rotazione su quest' ultime.  A Febbraio 2011 la band presenta una nuova Line-up con un nuovo equilibrio e un sound ancora più maturo.  Il 19 Marzo suonano all' Italia Wave Sicilia 2011 ai Candelai (PA)

 scrivici su:antipop.project@gmail.com se vuoi inviarci gli mp3 della tua band , la tua  demo (corredata da foto e bio), le tue idee, proposte, e suggerimenti per  nostro blog  o per essere recensiti su Sicilia Rock

mercoledì 9 gennaio 2013

Long Hair in Three Stage: eccelsa maturità sonora verso l'onirico

Una grande band siciliana su Sicilia in Rock: i catanesi Long Hair in Three Stage

long hair three stage

Un disco di grande impatto quello della band catanese!


"Like a Fire in a Cave" infatti annovera canzoni di una maturità sonora invidiabile, un corpus granitico di idee semplici e convincenti sputate in faccia all'ascoltatore senza alcun ritegno che mescola il sano post-punk dei Joy Division in brani come "Breaking The Horizon of Expectation" e "Hate Song #1" con l'alternative-rock scarno ma perennemente in tiro aggressivo di "Turing", della radioheadiana "Dead Trees" e con il noise ben calibrato di "Slide". C'è spazio anche per momenti vagamente più rilassati come la bellissima "Evensong" (salvo poi sorprenderti con un riuscitissimo cambio di ritmo che non fa che strattonarti su e giù e tagliarti la carne con chitarre affilate come rasoi..), e il punk sincero e un pò scanzonato di "Experia". In tutto questo, una voce, quella di Giuseppe Iacobaci, che striscia, si insinua lentamente, urla, sussurra, impreca e Dio sa cos'altro, con uno stile di "rotteniana" memoria alquanto inconfondibile...Ma l'apice di questo lavoro è sicuramente "Nightfall": un puro omaggio ai già citati Joy Division, partendo dal basso, il cui suono liquido riproduce alla perfezione quello del maestro Peter Hook , passando attraverso le chitarre, noise in sottofondo e riff acidi in primo piano che fanno l'occhiolino al miglior Bernard Sumner, per finire con la tribalità della batteria, i cui tom insistenti contribuiscono a creare quell'atmosfera quasi onirica di un pezzo che mostra effettivamente di che pasta siano fatti i Long Hair In Three Stages. Il ritornello di questo brano, come se non bastasse, è senza dubbio l'apice musicale del quartetto siciliano, la summa artistica del loro intero lavoro.

Rentboy84

La band è composta da Giuseppe Iacobaci(voce), Roberto Risicato (basso), Fabio Corsaro (chitarra) ed Emanuele Finoocchiaro (batteria).