mercoledì 12 dicembre 2012

"A tremulaterra" - Leitmotiv

Ascolto "A Tremulaterra", terzo lavoro dei pugliesi Leitmotiv uscito il 5 Ottobre 2012, e un'unica, costante immagine si staglia nei miei pensieri notturni: il mare.Il mare, con i suoi odori, i suoi misteri, la sua purezza, la quiete apparente pronta a tramutarsi in tempesta e sorprenderti disarmato da un momento all'altro, la sua ambiguità e genuinità al tempo stesso. La sua verità. Ecco, "A Tremulaterra" (espressione dialettale pugliese che sta a significare "a capofitto", "senza tregua") sa di tutto questo, odora di autentico, di viscerale, di schietto. Odora di vero. Come vorremmo aspettarci dalle cose belle e preziose che ci circondano. E la musica dei Leitmotiv è bella. E preziosa. Come del resto la loro terra, la Puglia, da essi omaggiata, accarezzata, coccolata ma anche schernita e vituperata, come in ogni complesso e sincero rapporto d'amore e appartenenza che si rispetti. Si avverte tra le note di "A Tremulaterra" tutta la profondità e la sacralità del legame che unisce questi 4 musicisti (Giorgio Consoli alla voce, Giuseppe Soloperto al basso, Dino Semeraro alla batteria e Natty Lomartire alla chitarra) alla propria dimora. Un disco composto di 11 tracce, ciascuna delle quali ci trascina a largo verso lidi sconosciuti, poco più di mezz'ora di musica ma non un solo minuto di banalità o sentimentalismi a poco prezzo. Certo, può sempre non piacere (i gusti sono pur sempre gusti) ma sarà impossibile rimanere delusi dalla grande abilità con cui la band ha saputo mescolare tra di loro le culture e i generi più diversi, plasmarli a proprio piacimento e renderli un'unità concettuale organica e solida. Il folk-rock che attraversa come una spina dorsale il corpo di "A Tremulaterra" si colora di tinte elettroniche, sintetiche, attimi di valido cantautorato si piegano ai ritmi del caldo vento mediterraneo ma senza spezzarsi. Un lavoro maturo e attuale, in cui i Leitmotiv mettono a nudo sensazioni, sapori, raccontano e descrivono ciò che vedono e sentono con un retrogusto malinconico proprio di chi ha visto tante italiche aspettative perentoriamente deluse ma non ha ancora perso la speranza. Un disco nostalgico e struggente che per fortuna non sa di sconfitta.Sa di mare. Rentboy84

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